07 / 01 / 2008

Chiarlo in Asia
…fa la parte della tigre.

Importante e ricca di soddisfazioni la “trasferta” dei vini Michele Chiarlo in Korea, Giappone e Singapore. Paesi economicamente importanti, in cui il vino italiano di qualità, di cui Chiaro è tra i più apprezzati ambasciatori, è sempre più richiesto.

(Foto accanto) A Singapore il “Garibaldi”, il più famoso ristorante italiano della città. Alberto Chiarlo (nell'immagine) presenta i quattro Crus storici di cinque annate “5 stelle”: Vigna Rionda '82, Rocche '85, Cannubi '96, Cerequio '97 e 2001.

Un territorio dalle potenzialità enormi, che sta scoprendo e apprezzando sempre di più il vino di qualità. Questo potrebbe essere, in poche parole, il riassunto del “tour asiatico” che ha visto i vini di Michele Chiarlo impegnati in una fitta rete di eventi, incontri e degustazioni tra Singapore Tokyo e Seul.

A Singapore il teatro della degustazione di 5 grandi Baroli per una platea di grandi collezionisti privati è stato il “Garibaldi”, il più famoso ristorante italiano della città. Protagonisti quattro Crus storici di cinque annate “5 stelle”: Vigna Rionda '82, Rocche '85, Cannubi '96, Cerequio '97 e 2001.

 
 

Sorprendente la complessità e la freschezza dimostrate dalle annate '82 e '85, a dimostrazione dell'unicità di carattere e longevità dei baroli e della filosofia vincente di Chiarlo di produrre vini le cui caratteristiche rappresentino fedelmente la varietà di provenienza e il loro "terroir".

Vini ricchi, dunque, molto eleganti con tutte le caratteristiche variegate che hanno reso unico il grande Re dei vini piemontesi.

 
     

Sentori unici che spaziano dal sottobosco funghi, foglie bagnate, tartufo bianco, ai balsamici (eucalipto, menta ) ai petali di rosa appassita e chissa' quanti altri ancora... Doti sicuramente molto apprezzate in questa zona dell'Asia (Singapore e Hong-Kong) in cui gli amanti dei baroli amano bere in particolare le bottiglie dai dieci anni in poi.

(Foto accanto) Seul, una platea di oltre 50 persone,
tra grandi ristoratori, giornalisti e top managers dell'importatore Keumyang, riuniti per una cena di gala al 58° piano del ristorante più alto di Seul.

Più “istituzionale” la situazione vissuta a Tokyo, dove Chiarlo ha partecipato, insieme a Grandi Marchi, a "Vinitaly Giappone". Per l'occasione è stato allestito, alla presenza di 35 giornalisti di vertice, un pranzo tradizionale giapponese di 9 portate, abbinato a 18 grandi vini italiani.

Ultima tappa di questo interessantissimo itinerario è stata la partecipazione, sempre con Grandi Marchi, a "Vinitaly Korea". Lo scenario di questo Paese si è rivelato, probabilmente, il più sorprendente: la Korea del Sud infatti, è una nazione giovane (Seul, la capitale, con altre 20 milioni di abitanti, è stata praticamente ricostruita del tutto dopo la guerra Nord-Sud degli anni '50) ma con una potenza economica importante (decima al mondo).

Ma soprattutto è un Paese in cui l'amore per il vino sta crescendo sempre più: i dati parlano di un incremento del vino italiano del 47% nel 2006 e del 112% nei primi sei mesi del 2007. In un contesto del genere è stata particolarmente importante la giornata di lancio della Michele Chiarlo con il nuovo importatore Keumyang (numero uno in Korea). Tre le presentazione tenute da Alberto Chiarlo alla forza vendita, ai sommelier (la verticale di Cerequio) e a una platea di oltre 50 persone, tra grandi ristoratori, giornalisti e top managers dell'importatore Keumyang, riuniti per una cena di gala al 58° piano del ristorante più alto di Seul. Da segnalare la giovanissima età di quasi tutti i presenti, per la maggior parte compresa tra i 25 e i 35 anni.

Referenti stampa: Laura Chiarlo
tel. 339 4111938
laurabotto@aliceposta.it

 
 
 
 

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