L'accorrere numeroso delle tantissime persone, la musica, il vino e i volti soddisfatti dei presenti, sono stati la dimostrazione, anche quest'anno, di un grande successo. La caldissima giornata estiva ha riservato uno scenario serale fatto di stelle infinite e una luna perfettamente a metà a illuminare nell'ombra il profilo delle colline piemontesi, mentre i silenziosi filari verde brillante, si sono volentieri nascosti nella sopraggiunta oscurità serale, accompagnando con la loro silenziosa ma forte presenza la musica, le parole, gli assaggi e i sorrisi di una serata magnifica.
Una serata che ha riservato ai bambini uno spettacolo apposta per loro, organizzato vicino al sito dell'acqua, primo dei quattro elementi che sono il tema delle istallazioni artistiche permanenti del maestro Luttazzi che sorgono tra i vigneti, e di fronte all'orto di La Court, ideale partenza per un giro tra i sapori accompagnati dalla maestra.
Un modo efficace per entrare nel vivo del Parco e della festa, incentrata sulle “sfide del gusto” che hanno messo di fronte alcuni dei prodotti più famosi e buoni del Mondo. Ai piedi della collina il prosciutto “campione del mondo” Jamon iberico de Belota ha sfidato il San Daniele, mentre dalle 23 lo Stilton ha liberato nell'aria profumi d'Inghilterra sfidando il nostrano gorgonzola. Sempre in tema di formaggi, il “grande classico” tra Italia e Francia non poteva mancare, mentre la Nuova Zelanda ha messo in campo in campo la Ricciola (contro il Salmerino in carpione) e il Portogallo il Tonno obeso atlantico (contro le acciughe di Messina). Spazio anche per i dolci, con l'austriaca Sacher a giocare un'ardua partita contro il gelato artigianale “Giovine”, favorito dal “fattore clima” che ha fatto pazientemente passare la lunga fila di persone in attesa di accaparrarsi l'agognato, ottimo, cono. Infine, il derby tutto italiano ha messo di fronte la Farinata con la focaccia di Recco, mentre alla sommità della collina La Court, nel sito dell'aria animato dalle magnifiche note di un violino, il Barolo Chinato, servito con il cioccolato, faceva giustamente “partita a sé”, regalando una soddisfazione rara a chi si è avventurato fino in cima, guidato dalla tenue luce delle lampade ad olio lungo i filari e dall'imponente figura dei cipressi illuminati ad arte.
Ad accompagnare magnificamente tutte queste prelibatezze, naturalmente, tutti i vini della ricca famiglia Chiarlo, compreso l'ultimo “metodo classico” Cuvèe Pietro Chiarlo, [ apri scheda del vino ] Blanc de Blanc frutto dell'uvaggio di Cortese del comune di Gavi e Chardonnay del comune di Agliano (affinato per 6 mesi in tonneaux da 700 lt.), che riposa per ben 30 mesi sui propri lieviti.
Ma oltre a cibo, vino e musica (con il DJ set finale di Andrea Margotta), la serata è stata ricca di eventi. Tre le mostre allestite per l'occasione: presso la cascina Castello , “Il cibo sui muri”, esposizione di manifesti d'epoca sul cibo a cura di Elvio Soleri; presso la cascina La Court , invece, “Scritti in tavola”, con i menu storici dal 1859, a cura di Alessandro Cantero, e “Michele Racconta” che ha messo in esposizione le più belle foto di Giovanni Succi usate per il libro omonimo. E proprio il libro [ vai alla presentazione del libro ] è stato al centro della presentazione alla Cascina Castello: un'ulteriore occasione per parlare con Beppe Orsini e Gian Carlo Ferraris, del progetto Semidivite, nato per valorizzare il territorio piemontese e per sottolineare quel connubio tra arte e vino che da sempre è uno dei capisaldi del “credo” di Michele Chiarlo.
Dalla carta, poi, si è passati allo schermo, con la presentazione de “Il buono in pellicola” e il cortometraggio “Pelao de Galina” che ha introdotto il grande progetto, portato avanti da Pier Ottavio Daniele e Giovanni Ruffa, della MEGA Film, ovvero la memoria gastronomica filmata, serie di documentari incentrati sulle ricette della tradizione che hanno reso grande il territorio nella storia della gastronomia italiana e non solo.
La musica, ancora il vino, e le immancabili stelle hanno poi accompagnato la serata verso la notte, in un lungo proseguire della festa che ha accompagnato i più tenaci ancora per diverso tempo. Prima di lasciare che le colline tornassero alla loro vita di sempre, gustando silenziosamente il ricordo di una gioia diversa. Una gioia che non si potrà che ritrovare nel vino della prossima vendemmia.