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20
Giu

L'autoctono piemontese che piace al mondo intero

Una location splendida: il Circolo della Stampa di Torino. Due giovani artisti di talento: il pianista Fabio Giachino e l’attore Simone Coppo. Cinque produttori coraggiosi e lungimiranti: Castello di Neive, Banfi, Marenco, Michele Chiarlo e Bava. Ma, soprattutto, un vino dal grande futuro: Albarossa!

Sono stati questi gli ingredienti del bellissimo pomeriggio organizzato dall’Albarossa Club, ovvero l’unione della Cantine che hanno dedico si scommettere su un vitigno autoctono piemontese, creato nel 1938 dal prof. Giovanni Dalmasso e riproposto 15 anni fa dalla Tenuta Cannona (organo sperimentale della Regione Piemonte) con l’obiettivo di creare interesse intorno a questa realtà.

Scommessa pienamente vinta a giudicare da quanto si è degustato. Perché i diversi Albarossa, unione di Barbera e Nebbiolo di Dronero, proposti dai cinque produttori hanno mostrato già un’ottima maturazione, colpendo tutti per il colore intenso, i profumi accattivanti e, soprattutto, le grandi potenzialità ancora tutte da scoprire.

A rendere ancora più stuzzicante l’incontro, insieme ai vini sono stati serviti alcuni finger food dei ristoranti piemontesi che hanno aderito all’iniziativa lanciata dall’Albarossa Club. Iniziativa che, nei prossimi mesi, vedrà diversi giovani ristoratori dedicare serate “speciali” all’Albarossa, raccontando la sua storia importante, proponendolo ai propri clienti insieme ad alcuni piatti di alta cucina e, in più, ospitando nelle stesse serate alcuni giovani artisti piemontesi.

Insomma, ancora una volta l’unione di vino, cibo, arte e cultura è pronta a regalare emozioni nuove.